lunedì 9 maggio 2011

Sai contare?


Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza. 
Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.
Filippesi 4:11-13

 Avete mai conosciuto qualcuno che soffre di sclerosi multipla? Io si. Tanti anni fa conoscevo un uomo a cui, all'età di 30 anni circa, avevano diagnosticato la Sclerosi Multipla. Negli anni successivi, quest'uomo perse il lavoro, i movimenti del corpo, la moglie (dato che lei non se la sentì di seguirlo e assisterlo fino in fondo nel suo arduo cammino che inesorabilmente conduceva verso la fine) e la casa. Non aveva nessuno, quindi visse il resto della sua vita in un istituto per disabili. Ho conosciuto quest'uomo alla fine della sua vita, quando ormai non si muovevà più e faceva anche fatica a respirare. Era completamente dipendente dagli altri per ogni cosa. Nonostante tutto non ricordo di averlo mai visto triste, cinico, critico, arrabbiato con Dio, anzi, con l'aiuto di un amico, registrava su cassetta tutto quello che sapeva e conosceva riguardo a Dio, alla Bibbia e al sacrificio di Cristo per noi; poi faceva stampare queste sue riflessioni e le donava con dei calendari biblici a imfermieri, dottori ed ogni persona con cui venica a contatto. Il suo cuore traboccava di gioia sapendo che poresto sarebbe andato a casa con Dio, anche se il suo viso alle volte era triste.

Simile alla sua è la storia di Doug che ho letto tempo fa. Anche Doug, come il mio amico soffriva di sclerosi multipla e arrivò al punto di non poter più mangiare da solo, non poteva camminare e, come se non bastasse, ha dovuto combattere anche contro la depressione e un tunore. E come il mio amico, anche Doug non si lamentava, non brontolava ma ringraziava Dio perché poteva passare tutto il tempo pregando per i suoi amici e per la sua famiglia. Un giorno alcuni amici gli chiesero una lista di soggetti di preghiera per lui personalmente. Con l'aiuto di uno di loro, Doug dettò 18 motivi per cui era grandemente riconoscente a Dio e solo 6 richieste. In altre parole, la gratitudine di Doug superava le sue preoccupazioni in termini numerici. Doug aveva veramente "imparato ad essere contento dello stato in cui si trovava".

E noi? Tu ed io? Aspettiamo forse circostanze diverse per essere grati a Dio? Se è così, vuol dire che siamo imprigionati nella nostra insoddisfazione molto di più di Doug, prigioniero della sclerosi multipla. Fermati un attimo, inizia a contare ed elencare le benedizioni che hai e che, forse ormai, prendi per scontate. Non ci bastano le dita delle mani e dei piedi per contare le cose belle che Dio ci concede giorno dopo giorno. La sfida che lancio prima di tutto a me stessa e poi anche a te è proprio questa: la sofferenza è palestra di maturità e gratitudine, impariamo dunque a ringraziare nonostante le difficoltà e contare le benedizioni fissando lo sguardo su Cristo.

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